Che cos'è quel disturbo chiamato "spasticità"?".

Che cos'è quel disturbo chiamato "spasticità"?".
Il piede mi si gira, sento la gamba e il braccio pesanti, duri…”; “quando sbadiglio la mano mi si irrigidisce e il braccio si piega, la mano si chiude e non riesco ad aprirla”; “la gamba ogni tanto mi trema quando sono a letto”, “la gamba è come un bastone di legno”; “è tutto un ingombro”

Queste parole raccontano cosa sentono nel loro corpo le persone che hanno avuto un danno cerebrale e che, il neurologo, di solito, definisce SPASTICITA’.

In realtà col termine spasticità si definisce un disturbo del tono muscolare. Questo disturbo comprende la difficoltà a contrarre la muscolatura giusta rispetto a quello che si vuole fare, comprende l’incapacità di contrarre la muscolatura a causa di paralisi del muscolo stesso e comprende la difficoltà a graduare l’intensità della forza applicata dalla muscolatura. Ciò che ne risulta è una forza eccessiva o insufficiente o una alternanza tra questi due stati. Di solito il paziente che presenta questo disturbo non se ne accorge e questo perché spesso, questa alterazione del tono muscolare, si accompagna a disturbi della sensibilità sia di tipo tattile che di tipo spaziale. Il malato cioè non sente che si è piegato il gomito anziché estenderlo, non sente che la mano è chiusa a pugno anziché essere aperta. Rimane l’idea di aver compiuto l’azione ma si perdono tutte le caratteristiche corporee che servono a compiere quella data azione. Ciò che ne risulta sono movimenti grossolani (per esempio un cammino con gamba estesa ed elevazione del fianco).

L’alterazione del tono muscolare è dovuto al fatto che in seguito a un danno cerebrale vengono alterati quei meccanismi e quei processi fisiologici propri del cervello utili a regolare il movimento/l’azione. Data la natura del disturbo si può, quindi, facilmente comprendere che per ottenere un effettivo miglioramento del meccanismo muscolare che sottostà alla capacità di muoversi correttamente è necessario agire alla fonte cioè a livello del sistema nervoso centrale. L’intervento riabilitativo neurocognitivo di C. Perfetti propone che il recupero delle contrazioni adeguate all’azione svolta avvenga proprio attraverso l’attivazione dei processi cognitivi come l’attenzione, la percezione, la memoria, l’immagine, la capacità di risolvere problemi col corpo, la visione e il linguaggio. La loro attivazione, secondo particolari modalità facilitate dal riabilitatore, consente una riorganizzazione delle parti del cervello lese dall’evento patologico e il recupero di una migliore prestazione motoria.
 
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