La Riabilitazione per paralisi periferica del nervo facciale

Clara Rizzo - Riabilitatrice Neurocognitiva Centro Motus Mens
Il viso è la parte del nostro corpo con cui ci mostriamo al mondo e ci mettiamo in relazione con esso. Il viso ci permette di esprimere l'emozione che stiamo vivendo e ci permette di interagire con gli altri, attraverso il viso noi mangiamo, parliamo, facciamo capire delle intenzioni, scegliamo. Di seguito a lesioni periferiche del nervo facciale, come ad esempio per asportazione chirurgica di neurinoma dell'acustico, la paziente perde la capacità espressiva dell'intero volto. In questi casi accade che una parte dell’emivolto è ferma, i pazienti più gravi la possono definire anche come “morta” mentre l'altra parte della muscolatura agisce in maniera esagerata e pazienti dicono “che tira”, ciò provoca disagi sia di natura fisica, come per esempio avere la bocca storta, sia se la persona è seria, sia se ride, oppure la mancata chiusura contemporanea degli occhi, e il bulbo oculare della parte paretica che gira, oppure anche nei pazienti sempre gravi sincinesie, cioè se la paziente chiude gli occhi appaio delle smorfie alla bocca, ciò provoca anche dei disagi a livello emotivo e sociale.
Uno degli esercizi base per guidare la riorganizzazione della muscolatura facciale è il riconoscimento di superfici che vengono fatte scorrere sul sull'intero volto. Le superfici che si propongono sono tutte superfici molto piacevole, durante l'esercizio la paziente viene guidata a rievocare un ricordo di un'azione emotivamente importante del suo passato, da cui trovare le connessioni con l'esercizio, come ad esempio lo spalmarsi una crema o ricevere una carezza.

Il rapporto tra l'esercizio e il ricordo di un'azione concretamente vissuta nel passato darà significato all'esercizio stesso. Lo scopo di questo esercizio è quello di far percepire alla paziente un volto unitario dal punto di vista percettivo e di rappresentazione. In ogni seduta c'è sempre un confronto tra me e la paziente per comprendere quali sono le difficoltà del momento e quelle che si sono già superate in maniera da programmare la seduta e avere chiaro il filo conduttore dell'intero percorso. Alla valutazione la paziente è invitata a scegliere un familiare o un amico con cui si sente maggiormente a suo agio, il ruolo di questo familiare/amico è quello di imparare gli esercizi che vengono svolti in palestra per poi proporli quotidianamente a casa.
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